L’arte della gioia
Agosto 3, 2008, 10:05 pm
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Coraggiosa Goliarda, con quegli occhi vivaci e profondi. In L’arte della gioia azzarda amori femminili tanto naturali da far pensar che quella sia la natura delle cose. Storie lesbiche sorte perchè così volevano i costumi del tempo in cui è ambientato il romanzo.  Donne con donne. E allora? Pare dire Goliarda. Così è la vita potrebbe essere il sottotolo del lunghissimo racconto. Ad ogni momento della vita il suo amore. Di che sesso? Indifferente. Basta che sia amore. Senza nulla togliere all’eterosessualità del mondo siciliano dell’inizio secolo scorso, Goliarda crea le sue femmine ben caratterizzate. E personaggi maschili forti. Un po’ guardiacaccia di Hardy, un po’ principi di Salina. E amori carnali profondi. Inno alla libertà dell’individuo, da tutti i punti di vista. Rasserenante.